L’aggiornamento pubblicato da INAIL l’8 settembre 2026 ha riportato all’attenzione di imprese, professionisti della prevenzione e istituzioni un dato che merita una riflessione approfondita: nei primi sette mesi dell’anno le denunce di infortunio in occasione di lavoro risultano in aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Pur trattandosi di dati statistici che richiedono sempre un’analisi contestualizzata, il segnale non può essere sottovalutato. Gli infortuni sul lavoro rappresentano infatti uno dei principali indicatori utilizzati dagli enti pubblici per valutare l’efficacia delle politiche di prevenzione e orientare le future strategie di controllo e vigilanza.
Perché questo dato interessa tutte le aziende
Spesso si tende a considerare le statistiche nazionali come qualcosa di distante dalla realtà quotidiana dell’impresa. In realtà accade l’esatto contrario.
Quando gli indicatori infortunistici evidenziano criticità, le istituzioni tendono a rafforzare le attività di monitoraggio, promuovere nuove campagne informative e concentrare maggiormente l’attenzione ispettiva sui settori considerati più esposti al rischio.
Le imprese che operano in comparti come edilizia, logistica, manifattura, trasporti e agricoltura conoscono bene questo fenomeno. L’incremento degli eventi denunciati può infatti tradursi in una maggiore attenzione da parte degli organismi di vigilanza e in controlli più approfonditi sulla corretta applicazione delle misure previste dal D.Lgs. 81/2008.
Oltre l’adempimento: la sicurezza come investimento
L’errore più comune consiste nel considerare la sicurezza esclusivamente come una questione burocratica. La realtà dimostra invece che le organizzazioni con migliori prestazioni in materia di salute e sicurezza ottengono frequentemente benefici anche dal punto di vista gestionale.
Ridurre gli infortuni significa diminuire assenze, interruzioni produttive, costi assicurativi indiretti, perdita di know-how e problematiche organizzative. Significa inoltre aumentare il coinvolgimento del personale e migliorare il clima aziendale.
Le aziende più evolute stanno adottando un approccio basato non soltanto sull’analisi degli infortuni, ma anche sul monitoraggio dei near miss, dei comportamenti a rischio e degli indicatori preventivi. In questo modo è possibile individuare le criticità prima che si trasformino in eventi dannosi.
Cosa fare nei prossimi mesi
Alla luce dei dati pubblicati da INAIL, questo è il momento ideale per riesaminare il proprio sistema di prevenzione.
Alcune attività particolarmente utili possono essere:
- verifica dell’aggiornamento del DVR;
- analisi degli infortuni e dei mancati infortuni degli ultimi anni;
- controllo dell’efficacia della formazione e dell’addestramento;
- valutazione del livello di vigilanza interna;
- verifica della corretta gestione di appaltatori e fornitori;
- aggiornamento delle procedure operative e delle istruzioni di sicurezza.
Le aziende che adotteranno un approccio proattivo saranno maggiormente preparate ad affrontare sia eventuali controlli sia le future evoluzioni normative.
La prevenzione continua a rappresentare l’investimento più efficace e meno costoso rispetto alla gestione delle conseguenze di un incidente.




