Le malattie cardiovascolari sono la seconda causa di decessi correlati al lavoro nell’UE. L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha pubblicato otto nuovi documenti sul tema.
Perché il cuore è una questione di sicurezza sul lavoro
Secondo EU-OSHA le malattie cardiovascolari causano circa 1,71 milioni di decessi l’anno nell’Unione europea e sono la seconda causa di decessi correlati al lavoro. Il costo per l’economia europea è stimato in oltre 210 miliardi di euro l’anno, tra assenze per malattia, invalidità, pensionamenti anticipati e perdita di produttività.
Si tratta di malattie multifattoriali, cioè di una somma di stile di vita, condizioni di salute preesistenti, predisposizione genetica, fattori socioeconomici e rischi professionali. Per questo il luogo di lavoro ha un ruolo nella prevenzione.
Che cosa ha pubblicato EU-OSHA
Il 15 ottobre 2026 l’Agenzia ha pubblicato una serie di nuove risorse sulla salute cardiovascolare sul lavoro. Fanno parte di un programma di ricerca più ampio e sono raccolte nella nuova sezione “Salute cardiovascolare sul luogo di lavoro” del sito dell’Agenzia, con otto contributi tra relazioni, documenti di sintesi e studi di casi concreti.
Gli studi di caso riguardano controlli sanitari per gli agricoltori, il programma austriaco Fit2work per il rientro al lavoro dopo una malattia, un sistema di accreditamento per la promozione della salute nei luoghi di lavoro, il sostegno alle piccole imprese in Slovenia e le linee guida olandesi su prevenzione e rientro al lavoro.
I fattori di rischio professionali
Lo studio individua cinque famiglie di fattori che possono contribuire alle malattie cardiovascolari lavoro-correlate:
- Organizzativi e psicosociali: stress, carichi di lavoro elevati, scarso controllo sul proprio lavoro, orari prolungati, lavoro a turni (anche notturno o irregolare), violenza e molestie.
- Ergonomici: sforzi fisici intensi e lunghi periodi in piedi o seduti.
- Fisici: rumore, vibrazioni, radiazioni, temperature estreme, compreso il caldo intenso legato ai cambiamenti climatici.
- Chimici: metalli pesanti, polveri, particolato, emissioni dei motori e alcuni pesticidi.
- Biologici: alcune malattie infettive.
L’effetto di queste esposizioni si somma a età, genere, condizioni socioeconomiche, malattie preesistenti e stili di vita. Lo studio indica tra i gruppi da seguire con più attenzione i lavoratori dell’edilizia, chi lavora su turni notturni o irregolari e chi è esposto a lungo a rumore o sostanze chimiche.
Cosa emerge: troppa attenzione agli stili di vita
La relazione ha esaminato 83 iniziative avviate in Europa e nel mondo tra il 2019 e il 2025, di cui 20 analizzate in modo approfondito e 5 diventate studi di caso. La maggior parte punta a sensibilizzare i lavoratori, soprattutto con programmi di promozione della salute su alimentazione, attività fisica e fumo.
Altre indicazioni della relazione riguardano:
- la necessità di una valutazione del rischio a livello settoriale;
- la sostenibilità dei finanziamenti nel tempo;
- una maggiore integrazione della salute cardiovascolare nelle politiche di sicurezza e salute sul lavoro. [amblav.it]
Un altro commento alla pubblicazione segnala la carenza di interventi mirati a settori specifici e di finanziamenti a lungo termine, insieme a esempi di buone pratiche in diversi Stati membri.
Il quadro europeo
La prevenzione delle malattie cardiovascolari lavoro-correlate è un obiettivo del Quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027. I risultati del programma di ricerca daranno inoltre spunti alla campagna “Luoghi di lavoro sani: insieme per la salute mentale sul lavoro”, in particolare sul legame tra rischi psicosociali e salute cardiovascolare.
Un dato di contesto: uno studio OMS-ILO del 2021 stima che le settimane lavorative di 55 ore o più siano state responsabili nel 2016 di 745.000 decessi nel mondo per ictus e cardiopatia ischemica.
Cosa significa per le aziende
Le nuove pubblicazioni sono documenti di ricerca e di analisi: mappano normative, politiche e iniziative esistenti e non sono atti normativi. Non modificano quindi gli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Secondo un commento alla pubblicazione, il quadro offre a decisori politici e datori di lavoro esempi da confrontare e, se opportuno, adottare. La relazione indica inoltre l’esigenza di valutare i rischi a livello settoriale e di integrare di più la salute cardiovascolare nelle politiche di sicurezza.
Il bando con cui EU-OSHA ha avviato il progetto ricordava un divario: il legame tra rischi lavorativi e malattie cardiovascolari è documentato abbastanza bene, mentre gli esempi di pratiche efficaci a livello aziendale restano scarsi.
Per approfondire, le risorse sono disponibili nella sezione dedicata del sito EU-OSHA.
Domande frequenti
1. Perché le malattie cardiovascolari riguardano la sicurezza sul lavoro? Perché, secondo EU-OSHA, sono la seconda causa di decessi correlati al lavoro nell’UE. Sono malattie multifattoriali: ai fattori individuali e di stile di vita si sommano rischi professionali di tipo psicosociale, ergonomico, fisico, chimico e biologico.
2. Quali fattori di rischio professionali indica lo studio EU-OSHA? Tra i fattori organizzativi e psicosociali: stress, carichi elevati, scarso controllo sul lavoro, orari prolungati, lavoro a turni anche notturno, violenza e molestie. Poi sforzi fisici e posture prolungate, rumore, vibrazioni, radiazioni, temperature estreme, sostanze chimiche come metalli pesanti, polveri ed emissioni dei motori, e alcune malattie infettive. Tra i gruppi da seguire con più attenzione ci sono lavoratori dell’edilizia, turnisti e persone esposte a lungo a rumore o sostanze chimiche.
3. Quali documenti ha pubblicato EU-OSHA sul tema? Il 15 ottobre 2026 ha pubblicato otto contributi: una relazione di circa 70 pagine con una sintesi di 8 pagine, un policy brief di 6 pagine su prevenzione, rientro al lavoro e mantenimento del posto, e cinque studi di caso da Stati membri dell’UE. Sono raccolti nella nuova sezione “Salute cardiovascolare sul luogo di lavoro” del sito dell’Agenzia.
Fonti: EU-OSHA, sezione “Salute cardiovascolare sul luogo di lavoro” e pubblicazioni del 15 ottobre 2026; Associazione Ambiente e Lavoro, notizia del 26 ottobre 2026; Certifico, ID 27295; Repertorio Salute; EHS News.




