Importanti novità in arrivo per il sistema della sicurezza sul lavoro: il Ministero della Giustizia ha reso disponibile la relazione finale della Commissione di studio per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro, con proposte di intervento che potrebbero incidere in modo significativo su responsabilità, modelli organizzativi e gestione del rischio.
Si tratta di un documento strategico che apre la strada a una possibile revisione del quadro normativo, con impatti non solo sul D.Lgs. 81/08, ma anche sul Codice penale e sul Codice di procedura penale.
La Commissione, istituita con Decreto Ministeriale del 27 marzo 2024, aveva il compito di analizzare:
- criticità del sistema attuale
- evoluzione giurisprudenziale
- possibili margini di riforma
L’esito è una relazione articolata che contiene proposte concrete di modifica normativa, articolate su tre livelli principali:
- Codice penale
- Codice di procedura penale
- Testo Unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/08)
L’obiettivo è chiarire e rendere più coerente il sistema delle responsabilità in materia di salute e sicurezza.
Il nodo centrale: responsabilità del datore di lavoro
Uno dei punti più rilevanti riguarda la ridefinizione dei criteri di responsabilità.
Le proposte della Commissione introducono un orientamento chiaro: centralità dei casi di dolo e colpa grave nella valutazione della responsabilità datoriale
Questo può rappresentare un cambio significativo rispetto all’attuale approccio, spesso percepito come:
- molto estensivo
- fortemente basato su responsabilità oggettiva o presunta
- influenzato dalla complessità organizzativa
L’idea di fondo è quella di rendere il sistema più equilibrato, distinguendo meglio tra:
- comportamento gravemente negligente
- criticità organizzative non intenzionali
Rafforzato il ruolo del RSPP
Un altro elemento chiave riguarda la valorizzazione della figura del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione).
La relazione evidenzia la necessità di:
- riconoscerne maggiormente la funzione tecnica
- chiarire i confini di responsabilità rispetto al datore di lavoro
- rafforzarne il ruolo nel sistema di prevenzione
Questo punto è particolarmente rilevante per la pratica operativa, perché può incidere su:
- modelli organizzativi aziendali
- deleghe di funzione
- struttura dei sistemi HSE
Le proposte intervengono anche sulla relazione tra sicurezza sul lavoro e sistema penale.
L’obiettivo è:
- migliorare la chiarezza delle fattispecie di reato
- rendere più efficaci le procedure giudiziarie
- ridurre incertezze interpretative
In altre parole, si punta a un sistema che sia contemporaneamente:
- più garantista
- più coerente
- più efficace sul piano deterrente
Impatti per le aziende
Anche se si tratta ancora di proposte, il documento indica una direzione chiara che le aziende dovrebbero iniziare a considerare.
1. Maggiore attenzione alla qualità organizzativa
La distinzione tra colpa lieve e colpa grave rende centrale:
- la struttura dei processi
- la tracciabilità delle decisioni
- la dimostrabilità delle misure adottate
2. Rafforzamento dei modelli di gestione
Sistemi strutturati (es. ISO 45001) diventano strumenti fondamentali per:
- documentare la corretta gestione del rischio
- dimostrare l’adozione della “regola dell’arte”
3. Ridefinizione di ruoli e responsabilità
Sarà sempre più importante:
- chiarire deleghe e funzioni
- valorizzare il ruolo di RSPP e altre figure tecniche
- evitare sovrapposizioni di responsabilità
Il messaggio che emerge dalla relazione è chiaro: il sistema della sicurezza si sta spostando da una logica “sanzionatoria” a una logica organizzativa e gestionale
Questo significa che:
- non basta rispettare formalmente gli obblighi
- occorre dimostrare un sistema efficace e funzionante
- la prevenzione diventa un processo strutturato
Per le aziende, il tema diventa sempre più chiaro: la sicurezza non è solo adempimento, ma governo del rischio attraverso modelli organizzativi solidi e documentabili.
Link alla Relazione Finale




