Il 12 ottobre 2025 si è celebrata in tutta Italia la 75ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, promossa da ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) e patrocinata dalla Rai, dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Parma. La cerimonia nazionale si è svolta proprio a Parma, con la partecipazione di autorità, istituzioni, rappresentanti delle parti sociali e delle associazioni, e la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha inviato un messaggio di vicinanza e monito: “La sicurezza sul lavoro è un diritto inalienabile, un investimento sul valore dell’essere umano e sulla qualità della vita”.
Un bilancio ancora drammatico
Secondo i dati INAIL, nei primi otto mesi del 2025 si sono registrate 681 vittime sul lavoro in Italia, di cui 493 in occasione di lavoro e 188 in itinere (cioè nel tragitto casa-lavoro). La media resta tragicamente stabile: un morto sul lavoro ogni otto ore. Le regioni con il maggior numero di vittime sono Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia. Le fasce d’età più colpite sono gli ultrasessantacinquenni (66,5 morti ogni milione di occupati) e i lavoratori tra i 55 e i 64 anni.
Nel 2024, le denunce di infortunio mortale sono state 1.202, con un lieve aumento rispetto all’anno precedente. Le malattie professionali denunciate hanno raggiunto quota 88.000, il dato più alto dal triennio 1976-1978, con una crescita del 21,8% rispetto al 2023. I settori più colpiti restano costruzioni, attività manifatturiere, trasporti e magazzinaggio.
Il significato della Giornata
La Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro non è solo un momento di memoria, ma un’occasione per ribadire la necessità di un cambiamento culturale e normativo. Come ha ricordato il Presidente ANMIL Antonio Di Bella, “questa ricorrenza deve essere non solo memoria, ma grido di cambiamento. Occorre una presa in carico collettiva per porre fine a una strage continua e investire nella costruzione di un reale Stato sociale”.
Le richieste di ANMIL e delle istituzioni
Durante la cerimonia sono state ribadite alcune richieste fondamentali:
- piena applicazione delle leggi sulla sicurezza,
- rafforzamento degli organi ispettivi,
- formazione autentica e non solo formale,
- tutela delle vittime e delle loro famiglie,
- contrasto al lavoro sommerso e irregolare.
Il Presidente Mattarella ha sottolineato che “dietro ogni vittima ci sono persone, famiglie, storie interrotte che non devono essere dimenticate. Solo una cultura della prevenzione può proteggere la vita e la dignità di ogni lavoratore”.
Dati e tendenze: chi sono i più a rischio?
- Lavoratori stranieri: il rischio di morte sul lavoro è più che doppio rispetto agli italiani (43 morti ogni milione di occupati contro 18).
- Donne: nei primi otto mesi del 2025 sono state 58 le vittime, di cui 28 in occasione di lavoro e 30 in itinere.
- Settori: costruzioni (78 decessi), attività manifatturiere (69), trasporti e magazzinaggio (65), commercio (48).
- Giorni della settimana: il lunedì è il giorno più luttuoso (23,7% degli infortuni mortali).
Un impegno che riguarda tutti
La Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro è un appuntamento simbolo per la sicurezza e la dignità del lavoro. È un richiamo a non abbassare mai la guardia, a investire in formazione, prevenzione e cultura della sicurezza, affinché nessuno debba più perdere la vita o la salute per il proprio lavoro.




