Censimento/Monitoraggio amianto

amianto

Il D. M. 6 settembre 1994 spiega i criteri da attuare per effettuare un campionamento ambientale volto al monitoraggio amianto di fibre aerodisperse nei luoghi di lavoro.

Se l’indagine è rivolta alla valutazione dell’esposizione dei lavoratori durante le normali attività lavorative senza che vi sia in atto una bonifica del sito, le membrane di captazione devono essere analizzate in MOCF (microscopia ottica in contrasto di fase); se l’indagine viene effettuata dopo l’intervento di bonifica, le membrane devono essere analizzate in SEM (microscopia elettronica).

Il monitoraggio amianto per la ricerca di fibre aerodisperse nell’ambiente deve essere effettuato negli ambienti di lavoro tramite l’ausilio di specifiche linee di prelievo, aspirando campioni d’aria rappresentativi dell’esposizione su 8 ore da parte dei lavoratori (è consigliabile monitorare l’aria per almeno 4 ore). Le membrane così realizzate saranno poi analizzate da un laboratorio chimico qualificato secondo le metodiche su citate.

Il campionamento d’aria in un monitoraggio amianto, di per sé non è sufficiente: bisogna integrarlo con un’accurata valutazione dello stato di degrado delle coperture o dei manufatti presenti negli ambienti di lavoro interni, e sicuramente deve essere ripetuto qualora intervenissero fattori fisici o ambientali che alterano la natura dei manufatti stessi (ad esempio interventi manutentivi, trombe d’aria che rompono le coperture esterne, ecc…).

Safety Partner è in grado di analizzare qualunque tipo di manufatto per verificarne la presenza, la concentrazione ed il tipo di amianto; il tutto utilizzando le più complete tecniche di analisi come la diffrattometria ai raggi X (DRX), la spettrofotometria IR-FT e la microscopia ottica a luce polarizzata (MLP) o a dispersione cromatica.

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Nel 1992 entra in vigore la legge 257 che “concerne l’estrazione, l’importazione, la lavorazione, l’utilizzazione, la commercializzazione, il trattamento e lo smaltimento, nel territorio nazionale, nonché l’esportazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono e detta norme per la dismissione dalla produzione e dal commercio, per la cessazione dell’estrazione, dell’importazione, dell’esportazione e dell’utilizzazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono, per la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento da amianto, per la ricerca finalizzata alla individuazione di materiali sostitutivi e alla riconversione produttiva e per il controllo sull’inquinamento da amianto”.

Successivamente viene emanato il D.M. 6 settembre 1994 “Normative e metodologie tecniche di applicazione dell’art. 6 comma 3 e dell’art. 12 comma 2, della Legge 27 Marzo 1992 n. 257, relativa alla cessazione dell’impiego dell’amianto”, ovvero le indicazioni su come monitorare i manufatti contenenti Amianto, il loro trasporto e la loro bonifica e smaltimento.

Anche il D. Lgs. 81/08, ovvero il testo unico sulla sicurezza degli ambienti di lavoro, tocca la problematica Amianto; in primis ribadendo tutto quello detto nella legge 257/1992 ed in secondis prestando attenzione agli obblighi del datore di lavoro nei confronti dei lavoratori e dell’ambiente.

Attualmente, in regione Lombardia, è in vigore il DECRETO DIREZIONE GENERALE SANITA’ N. 13237 del 18/11/2008, il quale definisce i criteri per la valutazione dello stato di degrado delle coperture in cemento-amianto ed indirizza alle conseguenti azioni di monitoraggio amianto e/o bonifica, volte ad eliminare, entro il 2016, la presenza dell’amianto dal territorio regionale.

Come norma tecnica troviamo la UNI 10608, che descrive un metodo ponderale per la valutazione dello stato di degrado delle coperture in cemento-amianto.

Quando si ha la presenza di manufatti contenenti amianto negli ambienti interni, si applica il così detto “Metodo Versar”, ovvero una sorta di “indagine” su tutti quei fattori ambientali dei luoghi di lavoro (ad esempio rivestimento dei locali, pavimentazione, ventilazione e ricambio d’aria, elementi che necessitano manutenzioni, ecc.) che favoriscono un ciclo continuo di inquinamento da fibre di amianto.

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